Business Development Manager, laureata in Filosofia presso l’Università degli Studi di Palermo, specializzata in etica ambientale, project management e green management presso la Business School 24, da sempre impegnata nell’ideare e produrre campagne di responsabilità ed attenzione sociale che guardano con profonda attenzione al lavoro, la sanità, la giustizia, l’urbanità sostenibile, l’educazione e l’uguaglianza globale. Attivista in cause socio-culturali e ambientali, scrittrice di opere di attualità sociale, oggi presidente del MIG.
Il mio impegno
In questo tempo che può apparire umido e ombroso, per poi svelarsi soleggiato e arioso, in cui la natura sembra muoversi lentamente, quasi immobile nonostante la sua continua rigenerazione, rifletto su quanto la gentilezza possa essere un ristoro e una pace. Su come questa qualità trasformi il nostro approccio agli altri e faccia diventare tutto improvvisamente più luminoso e profumato.
Rifletto, dal latino reflectere, che significa ripiegare, rispecchiare, dare forma a pensieri ed emozioni: in altre parole, pensare.
Perché è proprio il fermarsi sulle cose, sulle azioni, sulle parole, che ci permette di accedere alla gentilezza, intesa come una disponibilità d’animo che si traduce e si concretizza nell’uso consapevole delle parole e dei gesti.
Prima, trovavo difficile questa virtù, oggi mi considero una sostenitrice della gentilezza, quella che rallegra, che migliora l’umore, che ha effetti salutari sulla psiche.
Essere gentili, talvolta ma soprattutto sempre, con gli altri, è come un abbraccio nobile e fluido che non contrappone, ma unisce; che non evidenzia gli errori, ma li comprende, traendo insegnamento e promuovendo la collaborazione.
È un’influenza positiva, che agisce dentro e fuori di noi, spingendoci a riflettere e ad agire. Un circolo virtuoso che si sviluppa in una dimensione senza tempo.
Questo è il compito della gentilezza: generare effetti personali e collettivi. Uno scambio continuo e inarrestabile, un fluire di belle cose. Piccole, ma straordinariamente irrinunciabili.
La gentilezza, dunque, è impegno.